Asocialismo

Il distanziamento sociale, il fatidico metro o metro e mezzo da mantenere tra le persone, come certificato ad esempio in tutti i gadget e la cartellonistica concentrazionaria fornita agli esercenti dalle associazioni di categoria compiacenti (lo ripeterò finché avrò fiato in corpo: compiacenti e complici) verso la distruzione umana ed economica dei propri iscritti, avrebbe dovuto essere il primo segnale da cogliere per capire che non si trattava di una disposizione di precauzione sanitaria ma di un nuovo modo di concepire la socialità. Una “nuova normalità”, una regola da seguire sempre e comunque e, scommetto, vita natural durante, da imporre alla plebaglia infetta. Infetta non perché contagiata da un virus SARS, ma ontologicamente reietta, impura ed intoccabile. Questo “metro” di giudizio finale doveva essere l’allarme che scatta, la pioggia dal soffitto che spegne provvidenzialmente l’incendio nella stanza, il salvavita che ti mette in sicurezza isolando l’impianto. 

Invece no, la cosa è passata in fanteria come le altre assurdità di questo incubo, ed ancora oggi si fa fatica a farne cogliere la disumanità ai nostri compagni di sventura, ipnotizzati dalle mascherine, dalla paura di una malattia che due anni fa avremmo chiamato influenza, dalla nevrosi indotta da regole – lo ripeto perché deve diventare un mantra – disumane. Nemmeno quando i torturatori ci comunicano quale parte della nostra vita privata dovrà ancora essere fatta oggetto di intrusioni indebite, si osserva una reattività nella massa di zombificati ai quali, forse, una bella secchiata d’acqua gelata in faccia farebbe assai bene. Perfino l’inedita ed inaudita pretesa di intromettersi nella nostra vita affettiva e sessuale per regolamentarla – paradossalmente in tempi in cui ognuno dovrebbe essere di tutti e fare ciò che vuole – ha fatto svegliare chi è precipitato nello stesso torpore magicamente indotto di Re Theoden. 

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Adorno

Adorno ed i suoi colleghi riducevano la personalità autoritaria ad un insieme di nove atteggiamenti e credenze “implicitamente antidemocratici”. Adorno riteneva che fosse possibile identificare le personalità autoritarie in base al grado in cui le persone si rispecchiavano in questi nove atteggiamenti: i nove atteggiamenti fascisti, brevemente riassunti di seguito.

  • Convenzionalismo: aderenza ai valori convenzionali.
  • Sottomissione autoritaria: rivolta a figure autoritarie del “gruppo interno” (in-group).
  • Aggressione autoritaria: contro le persone che violano i valori convenzionali.
  • Anti-intraccezione: opposizione alla soggettività e all’immaginazione.
  • Superstizione e stereotipo: credere nel destino individuale; pensare in categorie rigide.
  • Potere e durezza: preoccupazione derivante dalla sottomissione e dal dominio; affermazione della forza.
  • Distruttività e cinismo: ostilità contro la natura umana.
  • Proiettività: percezione del mondo come pericoloso; tendenza a proiettare impulsi inconsci.
  • Sesso: Preoccupato troppo per le pratiche sessuali moderne.

Esaminando la rilevanza dell’atteggiamento di Adorno sull’autoritarismo alla luce dell’attuale isteria pandemica globale, o della battaglia per l’integrità delle elezioni presidenziali americane, si può rilevare che, secondo la Scala F, sono proprio i progressisti, i liberali e la cosiddetta “sinistra” a manifestare i modelli autoritari antidemocratici più problematici.

estratto da https://www.ariannaeditrice.it/articoli/la-scala-f-ascista-rivisitata

Nuove necropoli

Ci sono molti modi per vendere una città, ma tutti prevedono che vengano cancellate l’identità e l’appartenenza dei cittadini in modo da costringerli all’esodo, che venga demolita l’impalcatura che la tiene insieme, fatta di memorie, tradizioni, storia, che gli abitanti vengano sostituiti da nuovi “residenti” saltuari secondo i comandi dell’impero dello sfarzo che dei lussuosi vagabondi di meta in meta del Grande Privilegio, che si soffochino le botteghe, le attività consuete tramandate da generazioni per far posto alla moderna chincagliera e alla paccottiglia contemporanea, uguale a Firenze, Napoli, Dubai, Singapore.