Il senso della vita

Angelo Morbelli, a partire dal 1883 i temi pittorici di Morbelli si orientano verso l’interpretazione della realtà. In particolare cominciò a rappresentare gli anziani ricoverati nel Pio Albergo Trivulzio  

La sospensione forzata di ogni attività avrebbe dovuto farci riflettere sul fatto che l’uomo è fatto per vivere in comunità, mentre i provvedimenti presi per “conte-nere” l’epidemia hanno esaltato il distanziamento sociale.

Il Movimento Comunità era un partito politico italiano di orientamento federalista, socialista e liberaldemocratico.[2]. Fondato in Piemonte nel 1947 per volontà dell’imprenditore progressista Adriano Olivetti, per simbolo aveva una campana adornata da un nastro con la scritta Humana Civilitas.

Leggetevi la sua storia su Wikipedia se volete capire quello che abbiamo perso…

Invece abbiamo preferito la strada del capitalismo (la ruota del criceto), così efficacemente anticipato da Duchamp nella sua opera “il grande vetro”, realizzata tra il 1915 e il 1923.

2 pensieri su “Il senso della vita

  1. La maggior parte delle persone nei paesi colonizzati ha ancora troppa paura per sognare. Non osano credere che un altro mondo sia possibile; che i tentativi di costruire un pianeta molto migliore non sarebbero annegati in quelle proverbiali vasche di sangue. Molti sono come ostaggi tenuti in una sporca cantina per anni, non più abituati ai raggi del sole, vivendo nella costante paura. La sindrome di Stoccolma sembra essere onnipresente.

  2. L’unico ambito in cui la globalizzazione non ha fallito, dunque, è stato quello di aggirare ogni forma di rappresentatività – linfa vitale ogni democrazia che possa definirsi come tale – soprattutto se letta nella concezione elaborata dal fondatore del diritto pubblico italiano, Vittorio Emanuele Orlando. Secondo il giurista, infatti, ogni elezione avrebbe dovuto essere «una designazione di capacità: un gruppo ristretto di elettori indicava quelli che riteneva capaci di gestire problemi collettivi. Chi votava sceglieva non solo kratos, ma anche aretè ed episteme, non solo forza, ma anche virtù e competenza».

    La globalizzazione, de facto, ha reciso ognuna di queste radici. E non è stato certo un caso.

    Fonte: Il Pensiero Forte.It

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