Essere italiano

La sua filosofia di vita è vivere cercando di porsi meno problemi possibili e unicamente quelli che  riguardano prima di tutto  la sua persona e  in second’ordine (ma molto in second’ordine)  quelle delle persone a lui care. Tutto quello che esula da questa sfera, è tempo perso,  perché la gente non si cambia e tanto meno il mondo che, nella sua visione, è come un fiume che scorre e scorrerà sempre nel suo letto.  Nella peggiore delle ipotesi ,  potrebbe anche straripare e portare devastazione,  ma a quel punto bisogna  solo sperare  di essere sulla sponda giusta  per non venire travolti.  Chi crede di poter contare qualcosa nella società o è un ingenuo o è qualcuno che ha un qualche interesse a farlo, vedasi i politici di tutti i tipi. (Io faccio parte degli ingenui ovviamente!)  Inutile e dannoso alla propria salute è anche dare le perle ai porci,  perché oltre al danno avrai anche la beffa. La vita  di per sé è difficile,  per cui quando hai fatto il tuo dovere, non hai rotto le scatole a nessuno, non hai rubato, né ucciso, saggezza vuole che tu faccia il possibile per pensare prima di tutto a te stesso,  lavorando  lo stretto necessario per vivere dignitosamente,  divertirti  come più ti aggrada, tenere lontani gli imbroglioni, gli  invidiosi, i calunniatori, gli stupidi, i litigiosi e chi vuole indottrinarti sia politicamente, sia religiosamente. Altra regola fondamentale è non crearti problemi, preoccupazioni o ansie prima del tempo. Se un problema esiste si affronta, se il problema è irrisolvibile si accetta quello che viene e si va avanti. Concentrare la propria vita sulle cose negative già successe o che potrebbero succedere (tipo la morte)è da stupidi. Essere catastrofisti, negativi, pessimisti oltre misura vuol dire essere semplicemente dei masochisti e non aver capito che ” la vita è bella per chi la sa goder”.

Testimonianza autentica di un cittadino, non condivisa dall’autore di questo blog

Tomba di Ferruccio Parri al cimitero di Staglieno

5 pensieri su “Essere italiano

    • Mancava appunto la passione smodata per lo sport che lo tiene attaccato alla tv per ore e ore e ore…”Interessante” anche il monologo fatto di incitamenti, improperi, esultazioni, parolacce….. che accompagnano la visione degli eventi più appassionanti. Un vero delirio.

  1. di GIOVANNI GIUDICI (poeta; 1924-2011)

    (…)

    Ma che si viva o si muoia è indifferente,
    se private persone senza storia
    siamo, lettori di giornali, spettatori
    televisivi, utenti di servizi:
    dovremmo essere in molti, sbagliare in molti,
    in compagnia di molti sommare i nostri vizi,
    non questa grigia innocenza che inermi ci tiene

    qui, dove il male è facile e inarrivabile il bene.
    È nostalgia di un futuro che mi estenua,
    ma poi d’un sorriso si appaga o di un come-se-fosse!
    Da quanti anni non vedo un fiume in piena?
    Da quanto in questa viltà ci assicura
    la nostra disciplina senza percosse?
    Da quanto ha nome bontà la paura?

    Una sera come tante, ed è la mia vecchia impostura
    che dice: domani, domani… pur sapendo
    che il nostro domani era già ieri da sempre.
    La verità chiedeva assai più semplici tempre.
    Ride il tranquillo despota che lo sa:
    mi numera fra i suoi lungo la strada che scendo.
    C’è più onore in tradire che in essere fedeli a metà.

    [da La vita in versi, Mondadori 1965]

  2. C’è una bella poesia di Rudyard Kipling che recita:

    Raccogli il fardello dell’Uomo Bianco –
    disperdi il fiore della tua progenie –
    obbliga i tuoi figli all’esilio
    per assolvere le necessità dei tuoi prigionieri;
    per vegliare pesantemente bardati
    su gente inquieta e selvaggia –
    popoli da poco sottomessi, riottosi,
    metà demoni e metà bambini.

    leggi tutto su:
    http://pauperclass.myblog.it/2015/09/15/il-fardello-mario-monti-lunico-che-dice-la-verita-alceste/

    • cretini tanti, ignoranti tutti 😦
      – “senta, dobbiamo farle firmare il modulo privacy in quanto parente della persona visitata”.
      -“va bene!’
      -“qual è ‘il suo nome?”
      – “Lauro”
      – “come?”
      – “Lauro!”
      – “Mauro?”
      – “no! Lauro! Come… Achille Lauro”
      – “non ho capito!”
      – “come la nave!”
      – “…….”
      – “il cantante!?”
      – ah! Quello che è andato a San Remo!?!”
      – “esatto!!!”
      – “scrivo Achille allora!?”
      – “che ne dice se il foglio lo compilo io?”

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