estemporanea, ho perso il conto: dovevo fa’ il muraro.

Arriva l’edile, ci piange il morto per un’ora – la crisi, i debiti, la malaburocrazia, i clienti insolventi – guarda il da farsi, ripiange il morto un’ora, ci da appuntamento al mese dopo e se ne torna a casa col culo sopra un’automobile che vale da sola un terzo di casa mia.

Rem tene, verba sequentur. O anche no?

Dunque per quanto procrastinatori si sia a casa nostra, a tutto c’è un limite. In previsione dell’arrivo, tocca far lavori per preparare la stanza. Essendo alcuni lavori cosa da edile serio e non da “beh che ci vuole a dare una mano di bianco”, abbiamo richiamato gli edili che ci hanno ristrutturato casa.
Arriva l’edile, ci piange il morto per un’ora – la crisi, i debiti, la malaburocrazia, i clienti insolventi – guarda il da farsi, ripiange il morto un’ora, ci da appuntamento al mese dopo e se ne torna a casa col culo sopra un’automobile che vale da sola un terzo di casa mia.
Il mese dopo, e le settimane a venire, semplicemente non risponde al telefono.

Chiamiamo un secondo edile. Arriva guarda fa il preventivo fissa un giorno disdice fissa un altro giorno disdice fissa un terzo giorno disdice lo minacciamo di fare altrove arriva. Arriva, fa, va…

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