In trappola!

“È l’ennesimo segnale della pericolosità, per la libertà di pensiero, dell’oligopolio informativo che si è costituito attorno alle multinazionali del web. Fino a non molti anni addietro, per far conoscere le proprie opinioni in sede pubblica si poteva disporre di una pluralità di canali influenti: tv e radio, siti web, ma anche giornali, riviste, libri. Nessuno di questi è scomparsa, ma la loro capacità di irradiazione si va sempre più riducendo a profitto dei social media. Chi frequenta questi ultimi non presta praticamente più alcuna attenzione ad altre fonti. E se qualche voce viene estromessa da Facebook, Youtube, Twitter, TikTok e via dicendo, è come se non esistesse più. Ben pochi andranno a cercarla, e ad ascoltarla, altrove. Siamo alla cappa di piombo della censura, come ha scritto di recente un intellettuale acuto – e censurato – come Alain de Benoist”.

Marco Tarchi

Asocialismo

Il distanziamento sociale, il fatidico metro o metro e mezzo da mantenere tra le persone, come certificato ad esempio in tutti i gadget e la cartellonistica concentrazionaria fornita agli esercenti dalle associazioni di categoria compiacenti (lo ripeterò finché avrò fiato in corpo: compiacenti e complici) verso la distruzione umana ed economica dei propri iscritti, avrebbe dovuto essere il primo segnale da cogliere per capire che non si trattava di una disposizione di precauzione sanitaria ma di un nuovo modo di concepire la socialità. Una “nuova normalità”, una regola da seguire sempre e comunque e, scommetto, vita natural durante, da imporre alla plebaglia infetta. Infetta non perché contagiata da un virus SARS, ma ontologicamente reietta, impura ed intoccabile. Questo “metro” di giudizio finale doveva essere l’allarme che scatta, la pioggia dal soffitto che spegne provvidenzialmente l’incendio nella stanza, il salvavita che ti mette in sicurezza isolando l’impianto. 

Invece no, la cosa è passata in fanteria come le altre assurdità di questo incubo, ed ancora oggi si fa fatica a farne cogliere la disumanità ai nostri compagni di sventura, ipnotizzati dalle mascherine, dalla paura di una malattia che due anni fa avremmo chiamato influenza, dalla nevrosi indotta da regole – lo ripeto perché deve diventare un mantra – disumane. Nemmeno quando i torturatori ci comunicano quale parte della nostra vita privata dovrà ancora essere fatta oggetto di intrusioni indebite, si osserva una reattività nella massa di zombificati ai quali, forse, una bella secchiata d’acqua gelata in faccia farebbe assai bene. Perfino l’inedita ed inaudita pretesa di intromettersi nella nostra vita affettiva e sessuale per regolamentarla – paradossalmente in tempi in cui ognuno dovrebbe essere di tutti e fare ciò che vuole – ha fatto svegliare chi è precipitato nello stesso torpore magicamente indotto di Re Theoden. 

leggi tutto su http://ilblogdilameduck.blogspot.com/2021/01/asocialismo-futura-disumanita.html

Adorno

Adorno ed i suoi colleghi riducevano la personalità autoritaria ad un insieme di nove atteggiamenti e credenze “implicitamente antidemocratici”. Adorno riteneva che fosse possibile identificare le personalità autoritarie in base al grado in cui le persone si rispecchiavano in questi nove atteggiamenti: i nove atteggiamenti fascisti, brevemente riassunti di seguito.

  • Convenzionalismo: aderenza ai valori convenzionali.
  • Sottomissione autoritaria: rivolta a figure autoritarie del “gruppo interno” (in-group).
  • Aggressione autoritaria: contro le persone che violano i valori convenzionali.
  • Anti-intraccezione: opposizione alla soggettività e all’immaginazione.
  • Superstizione e stereotipo: credere nel destino individuale; pensare in categorie rigide.
  • Potere e durezza: preoccupazione derivante dalla sottomissione e dal dominio; affermazione della forza.
  • Distruttività e cinismo: ostilità contro la natura umana.
  • Proiettività: percezione del mondo come pericoloso; tendenza a proiettare impulsi inconsci.
  • Sesso: Preoccupato troppo per le pratiche sessuali moderne.

Esaminando la rilevanza dell’atteggiamento di Adorno sull’autoritarismo alla luce dell’attuale isteria pandemica globale, o della battaglia per l’integrità delle elezioni presidenziali americane, si può rilevare che, secondo la Scala F, sono proprio i progressisti, i liberali e la cosiddetta “sinistra” a manifestare i modelli autoritari antidemocratici più problematici.

estratto da https://www.ariannaeditrice.it/articoli/la-scala-f-ascista-rivisitata

Nuove necropoli

Ci sono molti modi per vendere una città, ma tutti prevedono che vengano cancellate l’identità e l’appartenenza dei cittadini in modo da costringerli all’esodo, che venga demolita l’impalcatura che la tiene insieme, fatta di memorie, tradizioni, storia, che gli abitanti vengano sostituiti da nuovi “residenti” saltuari secondo i comandi dell’impero dello sfarzo che dei lussuosi vagabondi di meta in meta del Grande Privilegio, che si soffochino le botteghe, le attività consuete tramandate da generazioni per far posto alla moderna chincagliera e alla paccottiglia contemporanea, uguale a Firenze, Napoli, Dubai, Singapore.

Effetto Dunning-Kruger

«Se mi chiedete quale sia la singola caratteristica che renda una persona soggetta a questo auto inganno, io direi che è respirare.»
(David Dunning[1])

L’effetto Dunning-Kruger è una distorsione cognitiva a causa della quale individui poco esperti in un campo tendono a sopravvalutare le proprie abilità autovalutandosi esperti a torto, mentre al contrario persone davvero competenti hanno la tendenza a sottostimare la propria reale competenza. Come corollario di questa teoria, spesso gli incompetenti si dimostrano estremamente supponenti.[1]

Sebbene una descrizione dell’effetto Dunning-Kruger sia stata proposta solo nel 1999, Dunning e Kruger stessi hanno osservato considerazioni simili in Charles Darwin («L’ignoranza genera fiducia più spesso della conoscenza»)[4] e Bertrand Russell («Una delle cose più dolorose del nostro tempo è che coloro che hanno certezze sono stupidi, mentre quelli con immaginazione e comprensione sono pieni di dubbi e di indecisioni»).[4] Geraint Fuller, commentando l’articolo, nota che Shakespeare si esprime in modo analogo in Come vi piace («Il saggio sa di essere stupido, è lo stupido invece che crede di essere saggio»).[5] Risalendo ancora più indietro nel tempo, non si può non ricordare la celebre frase del filosofo greco Socrate, attribuitagli dal discepolo Platone nella sua Apologia di Socrate: «Dovetti concludere meco stesso che veramente di cotest’uomo ero più sapiente io: […] costui credeva di sapere e non sapeva, io invece, come non sapevo, neanche credevo di sapere»[6]. Alla base del pensiero socratico è proprio la convinzione di “sapere di non sapere”, intesa come consapevolezza di non conoscenza definitiva, che spinge però al desiderio di conoscere: più ci si addentra nello studio e nella conoscenza, più ci si rende conto delle infinite ramificazioni del sapere. La conoscenza diviene pertanto un processo in divenire e mai del tutto esaurito. Proprio nell’accezione del messaggio di Socrate si può quindi individuare per analogia il germe antico dello studio di Dunning-Kruger.[7][8]

Concetti analoghi sono espressi dal filosofo del XV secolo Nicola Cusano nell’opera La dotta ignoranza. Il filosofo olandese del XVII secolo Baruch Spinoza, riferendosi a un suo critico, in una lettera scrisse: «Quanto più uno è ignorante, pensavo bonariamente tra me, tanto più è audace e pronto a scrivere»[9].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Salta a:a b c Marco Ferrari, La forza dello stupido, in Focus, n. 268, febbraio 2015, p. 26.
  2. ^ Salta a:a b (EN) Errol MorrisThe Anosognosic’s Dilemma: Something’s Wrong but You’ll Never Know What It Is (Part 1), in New York Times, 20 giugno 2010. URL consultato il 7 marzo 2011.
  3. ^ Salta a:a b (EN) Justin Kruger, David Dunning, Unskilled and Unaware of It: How Difficulties in Recognizing One’s Own Incompetence Lead to Inflated Self-Assessments, in Journal of Personality and Social Psychology, vol. 77, n. 6, 1999, pp. 1121-1134, DOI:10.1037/0022-3514.77.6.1121PMID 10626367.
  4. ^ Salta a:a b (EN) Charles Darwin, L’origine dell’Uomo, su lorenzomagri.it, 1871, p. 4. URL consultato il 27 marzo 2013.
  5. ^ (EN) Geraint Fuller, Ignorant of ignorance?, in Practical Neurology, vol. 11, n. 6, 2011, p. 365, DOI:10.1136/practneurol-2011-000117PMID 22100949.
  6. ^ Platone, Apologia di Socrate, in G. Giannantoni (a cura di), Id., Opere, traduzione di M. Valgimigli, vol. 1, Bari, Laterza, 1966, p. 39.
  7. ^ Antonio Sgobba, ? Il paradosso dell’ignoranza da Socrate a Google, Il Saggiatore, 2017, ISBN 978-88-428-2392-6.
  8. ^ (EN) Katja Maria Vogt, Belief and Truth: A Skeptic Reading of Plato, Oxford University Press, 2012, ISBN 978-0-19-991681-8.
  9. ^ Baruch Spinoza, Epistolario, a cura di Antonio Droetto, Torino, Einaudi, 1974, Epistola L (2 giugno 1674), pp. 225-6.
  10. ^ (EN) David Dunning, Kerri Johnson, Joyce Ehrlinger and Justin Kruger, Why people fail to recognize their own incompetence, in Current Directions in Psychological Science, vol. 12, n. 3, 2003, pp. 83-87, DOI:10.1111/1467-8721.01235.
  11. ^ (EN) David Dunning, Self-Insight: Roadblocks and Detours on the Path to Knowing Thyself, in Social Psychology, Psychology Press, 2005, pp. 14-15, ISBN 1-84169-074-0.
  12. ^ (EN) Joyce Ehrlinger, David Dunning, How Chronic Self-Views Influence (and Potentially Mislead) Estimates of Performance, in Journal of Personality and Social Psychology, vol. 84, n. 1, American Psychological Association, gennaio 2003, pp. 5-17, DOI:10.1037/a0017452.
  13. ^ (EN) Daniel R. Ames, Lara K. Kammrath, Mind-Reading and Metacognition: Narcissism, not Actual Competence, Predicts Self-Estimated Ability, in Journal of Nonverbal Behavior, vol. 28, n. 3, settembre 2004, pp. 187-209, DOI:10.1023/B:JONB.0000039649.20015.0e.
  14. ^ (EN) K. Burson, R. Larrick e J. Klayman, Skilled or unskilled, but still unaware of it: how perceptions of difficulty drive miscalibration in relative comparisons, in Journal of Personality and Social Psychology, vol. 90, n. 1, 2006, pp. 60-77, DOI:10.1037/0022-3514.90.1.60PMID 16448310.
  15. ^ (EN) Joyce Ehrlinger, Kerri Johnson, Matthew Banner, David Dunning e Justin Kruger, Why the unskilled are unaware: Further explorations of (absent) self-insight among the incompetent (PDF), in Organizational Behavior and Human Decision Processes, vol. 105, n. 105, 2008, pp. 98-121, DOI:10.1016/j.obhdp.2007.05.002PMC 2702783PMID 19568317.
  16. ^ (EN) Tori DeAngelis, Why we overestimate our competence, in Monitor on Psychology, vol. 34, n. 2, American Psychological Association, febbraio 2003, p. 60. URL consultato il 7 marzo 2011.
  17. ^ (EN) Ig Nobel Past Winners, su improbable.comURL consultato il 7 marzo 2011.

Consenso informato

Scrive Carbone: “Quanto è democratica la conoscenza, se solo a partire da un certo censo ci si può permettere di essere realmente aggiornati? In questo mare magnum quali sono i criteri in base ai quali selezionare le fonti attendibili? o almeno plausibili?”  Si tratta di temi che riguardano i massimi sistemi e che non possono essere affrontati in poche parole, ma per tornare al tema specifico tutto questo ci dice  che gli stessi specialisti rischiano di non essere abbastanza informati, soprattutto quando ci si trova di fronte a fatti nuovi tutti da affrontare e determinare. E tuttavia vediamo quanti “esperti” parlano dei nuovi vaccini ( ma spesso anche dei vecchi) senza saperne assolutamente nulla, fidandosi ciecamente dei dati forniti dai produttori stessi e  in questo caso per giunta di dati estremamente sommari che dovranno essere integrati da anni di pratica con l’umanità intera quale cavia e ben sapendo che gli esperimenti di controllo dipendono in gran parte dai denari stessi di Big Pharma

54° rapporto Censis

Si pensi solo che per un concetto illusorio, aleatorio e astratto come la “sicurezza” gli italiani sono pronti per il 39% a limitare il diritto di sciopero, tanto faticosamente conquistato dalle generazioni precedente dopo lotte aspre. E non solo lo sciopero: anche le libertà di opinione e di associazione. Oltre il 77% sono favorevoli a più restrizioni (a parole), salvo poi lamentarsi in privato e a calpestarle: segno di schizofrenia e non indice di salute. Per 3 su 10 chi non ha rispettato le regole non deve essere curato. Il 43,5% -una cifra sorprendente- chiede la pena di morte nell’ordinamento giuridico. E ancora: solo il 13% pensa sia buona cosa tentare un lavoro autonomo imprenditoriale; il 54% e il 29% rispettivamente della piccola -media e grande impresa teme per il proprio lavoro, il 77% di autonomi e partite iva ha guadagnato molto meno rispetto al 2019; solo il 20% scarso pensa che “andrà tutto bene”, per l’ 80% andrà tutto male con varie gradazioni di pessimismo e il futuro fa paura. Non parliamo delle cifre sulla didattica a distanza, un flop assoluto che ha aumentato solo il divario tra gli studenti e non ha fatto imparare un bel nulla.

Effetti indesiderati

Ormai chiunque critica le misure prese dal governo viene sbrigativamenre definito negazionista, in realtà succede che questa attenzione esclusiva per il Covid porta a trascurare le altre patologie (tumori, malattie cardiache) che rimangono le cause più frequenti di morte; addirittura leggevo di statistiche in cui medici si lamentavano della aumentata frequenza di morti peri-natali, quelle del primo anno di vita, dovute alla difficoltà dei controlli periodici delle gravidanze durante il lockdown.

Ripensare la società

L’antropologo scozzese John Fergusson McLennan (Primitive marriage, 1865) ipotizzava l’esistenza di società antiche poliandriche. L’impossibilità di determinare il padre del bambino portò al calcolo delle generazioni con una discendenza matrilineare[1].

Una linea materna è una linea di discendenza da una donna a un soggetto (di entrambi i sessi) nel quale gli individui delle generazioni intermedie sono tutti femminili. In un sistema di discendenza matrilineare (= discendenza uterina), una persona è considerata appartenere allo stesso gruppo di progenie della propria madre. Questo in contrasto con il percorso più comune della discendenza patrilineare.[2]

Gli antenati uterini di un singolo sono gli avi di sesso femminile di quella persona, ovvero una matrilinea che va dall’antenato femmina fino all’individuo.

Sull’eredità per relazione di parentela matrilineare (= parentela uterina), si applica la successione matrilineare.[3]

In alcune culture, l’appartenenza a un gruppo viene trasmessa matrilinearmente. Ad esempio, la legge ebraica sostiene che un singolo sia ebreo se la propria madre (e non il padre) è giudea.
La cosa era probabilmente vera anche nella società araba islamica premoderna e ciò sarebbe attestato dalla tutela del bimbo orfano assunta dallo zio materno ( khāl ) e non già da quello paterno ( ʿamm ).[4]

Altri esempi di cultura matrilineare sono: le mitologiche Amazzoni, i Minangkabau di Sumatra Occidentale, i Nair del Kerala (India), i Balobedu (Sudafrica) con le regine della pioggia. Dieci sovrane si avvicendarono sul trono dell’antico regno di Matamba (Angola) dal XV secolo al 1771, tra cui la regina Nzinga (1631-1663) che regnò anche in Ndongo.[5]

Il fatto che il DNA mitocondriale venga ereditato per via materna, infine, permette di individuare le linee matrilineari degli individui attraverso l’analisi genetica.[6]

https://it.wikipedia.org/wiki/Matrilinearit%C3%A0

Senza sanità

Pubblichiamo il testo del discorso che il Dottor Stefano Manera ha tenuto in piazza Cavour a Rimini lo scorso sabato 24 ottobre durante la manifestazione ‘Riprendiamoci la Costituzione’ organizzata dal Comitato ‘Romagna per la Costituzione’, una manifestazione molto partecipata, nonostante la pioggia e il freddo e nonostante le polemiche che hanno preceduto l’evento.

“Oggi credete forse che, vista l’esperienza maturata, le cose siano diverse?

NO, oggi il numero dei medici è esattamente lo stesso di marzo e il rischio che si possa nuovamente vivere la stessa esperienza è molto serio e verosimile.

Non possiamo più permettere che la nostra credibilità (e mi riferisco ai miei colleghi medici) sia minata dall’insipienza di una politica immobile e sorda ai bisogni dei suoi cittadini.

I cittadini chiedono da sempre la presenza dei medici nel territorio. Ma i medici sul territorio non ci sono, ce ne sono pochissimi.

Noi stessi chiediamo che a fronte di test diagnostici che siano realmente affidabili e specifici (se esistenti) si ponga fine a un clima di inutile e pericoloso terrore che porta orde di persone terrorizzate ad affollare i pronto soccorsi bloccandoli. Spesso e volentieri persone che non hanno neanche sintomi, ma che hanno semplicemente paura.

Chiediamo da molti mesi che i numeri siano dati in maniera razionale e circostanziata e non bollettini di guerra. Chiediamo che i pazienti possano essere curati a casa adeguatamente fornendo linee guida e direttive da parte delle istituzioni, perché la maggior parte dei pazienti POSSONO essere curati a casa e la maggior parte dei pazienti GUARISCONO!

Non possiamo più permettere che il rapporto tra medico e paziente, l’alleanza tra medico e paziente, sia distrutta per volgari interessi economici.

Per la cupidigia e l’inettitudine di alcuni.

Per favorire i grandi gruppi privati o le potenti aziende farmaceutiche.

Rispettare l’articolo 32 della Costituzione significa anche tornare a un rapporto di piena fiducia tra paziente e medico e questo non potrà più essere possibile se ai medici verrà negata la loro libertà di espressione attraverso la minaccia di ritorsioni e procedimenti disciplinari continui.

Noi chiediamo con forza di poter esprimere le nostre opinioni e i nostri dubbi perché solo un pensiero critico può generare conoscenza. E non il dogmatismo scientifico.

In un momento così drammatico per l’Italia, con l’incubo di un nuovo lockdown che incombe ancora una volta su tutti noi, noi medici vorremmo poter dire a tutti i cittadini di non aver paura, che ce la faremo tutti insieme e uniti, che oggi conosciamo meglio la malattia e le cure, vorremmo dire di fidarsi di noi e che faremo di tutto per curarvi nel miglior modo possibile, nonostante, ancora una volta, saremo mandati al fronte a combattere con le scarpe di cartone”.

FONTE YOUTUBE (In diretta da Rimini – Riprendiamoci la Costituzione): https://www.youtube.com/watch?v=QEk2vmmbD9I&t=3683